Diabete: in Campania oltre 460.000 pazienti

Diabete: in Campania oltre 460.000 pazienti

5 Aprile 2025 Off Di La Redazione

Allarme obesità infantile e disparità nell’accesso alle terapie innovative. La professoressa Katherine Esposito (AOU Vanvitelli): “Serve prevenzione e maggiore equità. Tirzepatide opportunità importante, ma va resa accessibile a tutti”.

Il diabete rappresenta una vera emergenza sanitaria e sociale anche in Campania. A lanciare l’allarme è la professoressa Katherine Esposito, Responsabile della Diabetologia presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria “Luigi Vanvitelli” di Napoli, che sottolinea come nella regione si contino circa 460.000 persone affette da diabete, con una prevalenza dell’8,3%, seconda solo alla Calabria e ben oltre la media nazionale del 6,6%. “La Campania registra anche un altro triste primato – spiega Esposito – con il 44,2% dei bambini in sovrappeso o obesi, contro una media nazionale del 20,4%. Questo dato è strettamente correlato alla crescita esponenziale dei casi di diabete tra i giovani, raddoppiati negli ultimi 10 anni”. La situazione è particolarmente allarmante nelle aree urbane, come Napoli, dove urbanizzazione, sedentarietà e scarsa attenzione all’alimentazione sana stanno accelerando lo sviluppo del diabete in tutte le fasce di età. “La Regione Campania si sta impegnando attraverso campagne di sensibilizzazione, in sinergia con medici di base, scuole e associazioni dei pazienti – continua Esposito – ma è fondamentale agire prima, identificando tempestivamente i soggetti a rischio e intervenendo sullo stile di vita e con terapie mirate”. Tra le novità più rilevanti sul fronte terapeutico c’è l’introduzione di tirzepatide, nuovo farmaco per il trattamento del diabete di tipo 2 e dell’obesità, inserito nella Nota 100 da AIFA, che ne ha approvato la rimborsabilità. “Questa terapia, che agisce sui recettori GIP e GLP-1, rappresenta una svolta importante nel controllo metabolico – afferma Esposito – ma purtroppo si registrano ancora forti disparità regionali nell’accesso al farmaco, con pazienti che attendono mesi per l’attivazione dei percorsi prescrittivi”. Da qui l’appello a istituzioni e autorità sanitarie regionali: “Serve un impegno concreto per garantire uguali opportunità di accesso alle cure in tutte le aree del Paese. La prevenzione precoce, l’educazione sanitaria e l’equità nell’accesso alle innovazioni terapeutiche devono essere i pilastri di una nuova strategia contro il diabete”.