Ichim Facchetti, l’Ulisse del volley con la Sicilia nel cuore

Ichim Facchetti, l’Ulisse del volley con la Sicilia nel cuore

26 Febbraio 2025 Off Di Marco Magliulo & Pasquale Maria Sansone

Ha girato tanto fra i vari  campionati di pallavolo in Italia e ovunque lasciato un’impronta: Udas Cerignola; Volley Caravaggio; Montecchio volley;  A.s.d. Rubicone in volley; Pol. Matese; Silvio Pellico Sassari. E poi, Cosenza, Lucera, Palermo ….

A che età e chi per la prima volta l’ha avvicinata al mondo del Volley?

Mi sono avvicinato alla pallavolo sin da piccolissimo, quasi per destino. Mio padre lavorava negli staff di Serie A e calpestava i campi di Serie B, mentre mia madre era un’ex giocatrice. Crescere in un ambiente così immerso in questo sport ha reso naturale il mio ingresso nel mondo della pallavolo: fin da bambino, quegli 81 metri quadri di campo sono stati la mia seconda casa.

 Nella Pallavolo così come nel Basket i centimetri contano. Qual è secondo lei l’altezza minima per poter praticare il Volley ad un buon livello agonistico?

Nella mia esperienza, l’altezza è spesso considerata un vantaggio nella pallavolo, soprattutto in ruoli come quello del centrale o dell’opposto. Tuttavia, ho sempre creduto che la tecnica, la determinazione e la comprensione del gioco possano compensare una statura meno imponente. Ad esempio, il ruolo del libero valorizza l’agilità e la rapidità piuttosto che l’altezza.

Personalmente, ho sempre trovato ispirazione in atleti che, nonostante una statura inferiore alla media, hanno raggiunto livelli eccellenti grazie al loro impegno e alla loro passione. Questo dimostra che, sebbene l’altezza possa offrire vantaggi in determinati ruoli, non è un fattore esclusivo per il successo nel volley.

Le pesano più i sacrifici derivanti dagli allenamenti quotidiani per chi pratica lo Sport a livello agonistico od il regime alimentare che non consente troppe libertà?

Credo che gli allenamenti quotidiani siano faticosi, ma li vivo come una parte naturale del percorso: la stanchezza fisica si supera con la passione, la determinazione e la voglia di migliorarsi ogni giorno. Ciò che può pesare di più, a lungo termine, è il regime alimentare, perché impone rinunce costanti e una disciplina che va oltre il campo di gioco.

Quando pratichi sport a livello agonistico, ogni scelta alimentare diventa parte integrante della tua prestazione. Non si tratta solo di evitare eccessi, ma di seguire un piano preciso che può risultare rigido, soprattutto nei momenti di socialità. Tuttavia, ho sempre visto queste “restrizioni” come un investimento: ogni sacrificio fatto oggi si trasforma in energia, resistenza e risultati migliori domani.

Dunque, se dovessi scegliere, direi che il vero peso non è né l’allenamento né l’alimentazione, ma la costanza e la capacità di mantenere alto il livello di disciplina giorno dopo giorno, senza perdere la motivazione.

Ci sono stati “momenti di gloria” in campo sportivo ai quali è particolarmente legato?

Ci sono sicuramente dei “momenti di gloria” che ricordo con particolare affetto, ma credo che non siano solo le vittorie a definire questi attimi speciali. Ogni momento significativo ha un valore che va oltre il risultato finale.

Uno dei ricordi più belli è legato alla mia prima stagione fuori casa, quella a Palermo nel 2017/2018. Non si trattava solo di un traguardo sportivo, ma di un vero e proprio cambiamento nella mia vita, dove ho vissuto esperienze che mi hanno formato come persona e come atleta. Il legame che ho sviluppato con la città e con il team è stato qualcosa di unico, che ancora oggi porto con me.

In generale, ogni partita in cui sento di aver dato tutto e in cui la squadra ha unito le sue forze per raggiungere un obiettivo comune diventa un piccolo “momento di gloria” da celebrare. Non sono solo i trofei a segnare il successo, ma anche quei momenti di pura passione e dedizione. Uno dei più significativi per me è stato l’ultimo match con l’Aquila Bronte contro Papiro Fiume Freddo, che segnò la fine di quella stagione e il mio passaggio a Sassari. Non solo per il risultato positivo, ma per le forti emozioni vissute con i compagni, che ormai consideravo fratelli, e con un pubblico calorosissimo che ci sosteneva sotto l’Etna.

Il Volley rappresenta una parte importante della sua vita. In quali altri interessi trova diletto?

La pallavolo è il filo conduttore della mia vita, ma non mi piace ancorarmi a un’unica attività nel tempo libero. Mi piace distrarmi con esperienze sempre nuove, perché credo che il cambiamento sia sinonimo di crescita e sviluppo.

Mi appassiona, particolarmente, viaggiare, e il mio percorso sportivo ne è la prova: ho girato l’Italia da nord a sud, comprese le isole. Tra tutte le esperienze, quella che porto nel cuore è la mia prima stagione fuori casa nel 2017/2018 a Palermo. La Sicilia mi ha lasciato un segno indelebile, non solo a livello sportivo, ma anche umano, e ancora oggi la considero un luogo speciale.