Ferito al Campus di Fisciano, dopo 4 mesi esce dallla Terapia intensiva e ringrazia il “Ruggi”

Ferito al Campus di Fisciano, dopo 4 mesi esce dallla Terapia intensiva e ringrazia il “Ruggi”

2 Aprile 2025 Off Di La Redazione

Una toccante lettera di ringraziamento della famiglia di Carmine Fiorillo, lo studente rimasto gravemente ferito il 30 novembre nel Campus universitario di Fisciano dalla caduta di un albero, è stata indirizzata al dott. Renato Gammaldi, direttore di Anestesia e Rianimazione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, ai medici, agli infermieri e a tutto il personale del reparto dove il 25enne di Eboli è stato ricoverato in terapia intensiva per circa quattro mesi.
Dopo le dimissioni avvenute lo scorso 20 marzo è stato trasferito presso il Centro di Riabilitazione di Imola.
Di seguito il testo della lettera redatta dalla mamma Francesca, dal papà Sergio e dal fratello Filippo.
“Gentilissimi tutti, È un’esigenza del nostro cuore esprimere la nostra riconoscenza e la nostra gratitudine. Sentiamo il bisogno di rivolgere a Lei dottore Gammaldi, primario del reparto di Rianimazione, a voi medici, infermieri e personale parasanitario del reparto di Rianimazione.
il nostro ringraziamento per quanto avete fatto per nostro figlio Carmine Fiorillo, il giovane che il 30 novembre è rimasto gravemente ferito a Fisciano nell’Università degli studi di Salerno a causa della caduta di un albero. In questi quattro mesi di trepidazione e di sofferenza, vi è stata una nota costante: la vostra presenza che ci ha accompagnato, sostenuto ed incoraggiato.
Vi ringraziamo per la vostra competenza professionale, per la vostra ricca umanità, per la vostra comprensione, per la vostra vicinanza. Possiamo facilmente immaginare che di fronte alla gravità della situazione di nostro figlio, durante la degenza soprattutto in alcuni momenti iniziali e particolarmente critici – abbiate potuto anche pensare che ormai non c’era più nulla da fare e che forse era arrivato il momento di gettare la spugna e di rimettere i remi in barca, considerando ormai inutile ogni ulteriore sforzo terapeutico, ogni ulteriore tentativo per salvargli la vita. Avete sperato contro ogni speranza, avete lottato contro ogni difficoltà. La vostra tenacia e il vostro sforzo sono stati premiati in un giorno particolarissimo, il giorno di Natale, il giorno in cui Carmine ha ripreso conoscenza. Da quel giorno, con alterne vicende, è iniziato il graduale cammino di ripresa di nostro figlio.
Da quel giorno tutti voi – nessuno escluso – avete gareggiato nel sostenere incoraggiare, “coccolare” nostro figlio. Nostro figlio è diventato il figlio del reparto di Rianimazione. Di tutto questo siamo testimoni grati e riconoscenti. Il lavoro nel vostro reparto è un lavoro usurante: a voi sono affidate le situazioni più difficili. Molto sacrificio, molto lavoro e spesso risultati non lieti, non nella direzione da voi desiderata e auspicata. Carmine è il frutto bello del vostro impegno, il dolce ricordo di un successo che deve incoraggiarvi a prestare con nuovo e rinnovato entusiasmo le vostre cure e la vostra assistenza a quanti entrano come pazienti in Rianimazione. Vi ringraziamo per ogni carezza, per ogni sorriso, per ogni attenzione che avete riservato a Carmine. Vi ringraziamo per la cordialità, per la cortesia, per la disponibilità mostrata nei nostri confronti e nei confronti dei nostri familiari, di colleghi, degli amici, dei sacerdoti della Parrocchia del Sacro Cuore, dei giocatori della Salernitana Calcio, dei rappresentanti della società civile che hanno avuto la possibilità di far visita a Carmine nel vostro reparto per manifestargli l’affetto, la commozione e la vicinanza di una intera collettività, attonita per l’incidente occorso. Vi ringraziamo a nome di Carmine che in questi mesi non ha mai sofferto la solitudine grazie alla vostra presenza. Carmine ha promesso di impegnarsi al massimo nella terapia riabilitativa sia per raggiungere l’obiettivo di un completo recupero fisico ma anche per non vanificare tutto il vostro impegno e lavoro. Il desiderio di Carmine? Venire quanto prima in reparto – rimesso in piedi dalla riabilitazione – per festeggiare insieme con voi portando una torta, nel ricordo di quella torta così saporita (confezionata con un ingrediente formidabile il vostro amore) con cui lo avete festeggiato in vista delle sue dimissioni e del suo trasferimento ad Imola. In questo momento intendiamo dire il nostro grazie a quanti ci hanno mostrato affetto e vicinanza in questa triste e dolorosa esperienza: familiari, colleghi, amici, conoscenti, studenti universitari, cittadini commossi per l’accaduto. Fin da oggi invitiamo tutti, anche se non siamo in grado al momento di indicare la data dell’appuntamento, a partecipare – al rientro di Carmine da Imola – alla Santa Messa di ringraziamento che sarà celebrata nella Parrocchia del Sacro Cuore in Eboli (di cui Carmine è un attivo e validissimo collaboratore) e alla MegaPizza che seguirà alla Santa Messa. Commossi, vi salutiamo”.