Le nuove frontiere dei farmaci biotecnologici

Le nuove frontiere dei farmaci biotecnologici

29 Novembre 2019 2 Di La Redazione

IG-IBD, a Riccione approcci innovativi e l’uso dei farmaci biotecnologici e delle piccole molecole contro malattia di Crohn e la colite ulcerosa (MICI).

 

Alessandro Armuzzi

Da ieri a sabato prossimo, 30 novembre, al PalaRiccione il X Congresso IG-IBD. Tanti i temi scientifici: l’interazione tra il microbiota e il sistema immunitario, la gestione dei pazienti che perdono la risposta ai farmaci, i casi più acuti di MICI, il concetto di disabilità del malato cronico, la chirurgia del futuro, l’uso della robotica.

“Aumentate le opzioni terapeutiche, riteniamo necessario redigere delle Linee Guida su l’utilizzo dei farmaci biotecnologici e delle piccole molecole. Abbiamo appena iniziato a lavorarci e speriamo nell’arco di uno o due anni di produrre indicazioni aggiornatissime, utili per le scelte del nostro Sistema sanitario nazionale ” dichiara Alessandro Armuzzi, segretario generale IG-IBD

Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI, secondo l’acronimo italiano, o IBD – Inflammatory Bowel Diseases – secondo quello anglosassone) sono patologie infiammatorie croniche dell’intestino e si distinguono in due tipi principali: la Malattia di Crohn e la Colite Ulcerosa. La ricerca scientifica negli ultimi anni ha prodotti risultati importanti, soprattutto in tema di farmaci biologici e di piccole molecole. Proprio questi progressi hanno posto nuove sfide, come la necessità di nuove Linee Guida nazionali idonee al nuovo contesto. “Abbiamo sentito questa esigenza e pochi mesi fa abbiamo gettato le basi – spiega il professor Alessandro Armuzzi, segretario generale – visto che sono aumentate le opzioni terapeutiche a disposizione, riteniamo necessario redigere delle Linee Guida sull’utilizzo dei farmaci biotecnologici e delle piccole molecole nelle Malattie infiammatorie croniche intestinali, secondo metodologia GRADE, la più moderna e accettata per produrre linee guida. Abbiamo appena iniziato a lavorarci: sarà un processo che occuperà tutto il prossimo anno. Nell’arco di uno o due anni ne risulteranno delle indicazioni aggiornatissime, utili per le scelte del nostro Sistema sanitario nazionale, tramite l’accreditamento presso il Ministero della salute e l’Istituto superiore di sanità”.

Nuovo appuntamento per la Società scientifica IG-IBD. Lo scorso settembre, al Senato della Repubblica di Roma, è stata lanciata la campagna per sensibilizzare la popolazione su Colite Ulcerosa e Malattia di Crohn ed è stato presentato lo spot dedicato alle MICI, girato dal regista Paolo Genovese con testimonial l’atleta della Nazionale di nuoto Simone Sabbioni.

Previsti oltre 700 partecipanti tra specialisti, specializzandi e altri operatori sanitari. L’iniziativa si propone di porre l’attenzione sulla necessità di un approccio multidisciplinare per affrontare le MICI e sull’importanza di un connubio scientifico-educazionale. In merito al primo elemento, emerge la partecipazione anche di infettivologi e onco-ematologi che aiuteranno a comprendere come la combinazione di diversi farmaci nello stesso paziente possa determinare una maggiore efficacia. Letture e contributi scientifici, inoltre, si soffermeranno sull’interazione tra il microbiota e il sistema immunitario, la gestione dei pazienti che perdono la risposta ai farmaci, i casi più acuti di MICI, il concetto di disabilità del malato cronico, gli standards necessari per fornire una qualità delle cure sempre migliore, la chirurgia del futuro, l’uso della robotica. In merito all’aspetto formativo, per la prima volta sono stati istituiti dei corsi focalizzati sulla chirurgia nelle malattie croniche intestinali, sull’endoscopia, sulla nutrizione e sulla ricerca di base, oltre a gruppi di studio di infermieri e di anatomopatologi.

Sono già arrivati nuovi farmaci per le MICI e altri ne arriveranno nei prossimi 3-5 anni, sia biologici sia piccole molecole, che offriranno più soluzioni per i pazienti. “A noi specialisti spetterà il compito di identificare biomarkers che permettano di personalizzare la terapia sul singolo paziente – aggiunge il professor Armuzzi – fino ad ora abbiamo valutato le opzioni terapeutiche in base alla gravità e al fenotipo della malattia, mentre per il futuro auspichiamo di valutarle anche a livello biologico e molecolare su ogni particolare tipo di paziente”.

Sono 250mila gli italiani stimati che soffrono di MICI, malattie infiammatorie croniche intestinali (conosciute anche come IBD – Inflammatory Bowel Diseases, secondo l’acronimo anglosassone). Si tratta di patologie tipiche dell’età giovanile, perché, in generale, il picco di esordio è generalmente compreso nella fascia tra i 15 e i 30 anni. Queste malattie, caratterizzate nel loro decorso dall’alternarsi di fasi di riacutizzazione e di remissione, con danno intestinale progressivo, si distinguono in due tipi principali: la Malattia di Crohn (MC) e la Colite Ulcerosa (CU). Il 20% di tali patologie esordisce addirittura in età pediatrica, provocando una condizione che spesso non permette di svolgere le normali attività quotidiane, nonché sintomi che si preferisce nascondere, e spesso anche l’isolamento dei soggetti malati.