
Massa Lubrense, il Comune in prima linea per tutelare il patrimonio archeologico
5 Febbraio 2022Sito archeologico di Punta Campanella: il comune di Massa Lubrense si costituisce parte civile nell’eventuale procedimento giudiziario contro i responsabili della chiodatura della falesia rocciosa a ridosso della scritta Osca del III secolo avanti Cristo. In una denuncia inviata alla Procura della Repubblica territorialmente competente ed al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, il sindaco di Massa Lubrense, Lorenzo Balducelli e l’Assessore alla Cultura, Sergio Fiorentino, lamentano la “violazione” della falesia di Punta Campanella, estremo lembo della penisola sorrentina, spartiacque tra i golfi di Napoli e Salerno, ove insiste – scoperta nel 1985 dall’archeologo Mario Russo – una scritta rupestre Osca, oggetto di attività di arrampicata verticale con relativa chiodatura della parete.
“Premetto che ho massimo rispetto per ogni attività sportiva ed ammirazione per chi la pratica, dichiara l’avv. Fiorentino, Assessore alla Cultura – specie quando si concilia con il godimento di vedute di scenari naturalistici di particolare bellezza e di pregio e punta della Campanella, con le vestigia della antica Via Minervae e, soprattutto, di emergenze archeologiche che testimoniano l’antica presenza alla sua estremità dell’Athenaion, è uno di quei luoghi mitici in cui la storia del passato arricchisce ulteriormente il paesaggio, un luogo incantevole e leggendario da preservare”.
“ In virtù di ciò, – ha aggiunto l’Assessore – appena appresa la notizia che la falesia ove insiste la incisione in lingua Osca comprovante la antica presenza in situ del tempio di Minerva, era presumibilmente oggetto di attività di arrampicata verticale, Il sindaco ed io ci siamo immediatamente attivati, e grazie alla fondamentale collaborazione del presidente della locale sezione dell’Archeoclub Stefano Ruocco che si è portato sui luoghi, avendo trovato dei ganci che fanno effettivamente presumere lo svolgimento di arrampicate sulla parete rocciosa in prossimità della scritta Osca, abbiamo sporto formale denuncia ai carabinieri della locale stazione e del nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, ritenendo nostro dovere preservare le bellezze archeologiche del nostro territorio da ogni possibile e potenziale pericolo.“
“Nell’immediatezza – ha concluso l’avv. Fiorentino – abbiamo avuto anche una interlocuzione informale con il sovrintendente archeologico di zona dott. Di Franco, essendo volontà dell’amministrazione e del sindaco, con la collaborazione della Sovrintendenza, adottare apposito provvedimento di regolamentazione della fruizione del sito ed in specie di divieto di tutte le attività potenzialmente lesive dei beni archeologici ivi esistenti”.