Medici, oltre il 50% è insoddisfatto del proprio lavoro

Medici, oltre il 50% è insoddisfatto del proprio lavoro

28 Febbraio 2025 Off Di La Redazione

Il 57% dei medici lombardi è insoddisfatto della propria situazione lavorativa, il 53% ha valutato di lasciare la professione, il 27% ha cambiato impiego negli ultimi 5 anni e il 26% ha intenzione di farlo nei prossimi dodici mesi: sono questi alcuni dei risultati dello studio realizzato da Anaao Assomed Lombardia che ha somministrato un questionario a un campione di 1369 fra medici e dirigenti medici. I risultati dello studio, approvato dalla Commissione per la Valutazione della Ricerca (CRIP) del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi Milano- Bicocca, mostrano i problemi di una professione cambiata nel tempo, anche nella percezione dei pazienti, fra sfiducia e carichi burocratici, dove internet e whatApp, se da un lato semplificano la vita, dall’altro rendono il lavoro più pesante. “Nei vari ambiti legati al mondo del lavoro, emerge un disagio diffuso che tocca molteplici aspetti – ha spiegato il segretario regionale Anaao-Assomed Lombardia Stefano Magnone -. Sebbene molte di queste problematiche siano legate a fattori difficilmente modificabili, l’esperienza vissuta dai professionisti coinvolti potrebbe trarre beneficio da azioni preventive a livello primario e secondario”. Interventi che, è convinto “non solo potrebbero migliorare la qualità della vita degli operatori sanitari, ma anche contribuire a un miglioramento dei servizi clinico-assistenziali offerti ai pazienti”. Le maggiori criticità provate da chi è insoddisfatto sono la mancanza di valorizzazione personale (34%), le difficoltà nel bilanciare la vita personale e il lavoro (27%) e gli eccessivi carichi di lavoro (21%). Per la maggior parte dei medici, l’uso di dispositivi digitali da parte dei pazienti per contattarli influisce sulla vita privata (73%) ma anche sulla attività lavorativa (66%). Secondo il 49% degli intervistati l’immagine del medico nel tempo è cambiata in peggio con un aumento di chi mette in discussione la competenza dei professionisti. Il 93% teme più che in passato conseguenze legali per il proprio operato e l’85% è d’accordo che vengono ordinati più accertamenti per paura delle inadempienze. Ben oltre l’80% pensa che le attività amministrativo-burocratiche siano un peso che riduce il tempo per la cura dei paziente (95%) e anche la qualità (89%), il 93% considera le retribuzioni non adeguate alla complessità del lavoro, l’81% ritiene che le considerazioni del budget abbiano un’influenza negativa sull’attività clinico-assistenziale e circa il 61% ritiene che gli attuali parametri adottati dalle aziende per valutare l’operato del medico non siano adatti.