“Ruggi”, sette indagati per la morte di Cristina Pagliarulo

“Ruggi”, sette indagati per la morte di Cristina Pagliarulo

3 Aprile 2025 Off Di La Redazione

Sette medici dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno sono indagati per la morte di Cristina Pagliarulo, la 41enne di Giffoni Valle Piana (Salerno) deceduta lo scorso 6 marzo dopo aver atteso ore in barella nel Pronto soccorso.
L’ipotesi contestata dalla Procura della Repubblica di Salerno, che nei giorni scorsi ha aperto un fascicolo, è di omicidio colposo con colpa medica. Nel registro degli indagati sono iscritti i medici del Pronto Soccorso, Mario Cicalese e Paola Esposito, il medico di Neurologia, Lorenza D’Amico, e i medici di Chirurgia, Francesca De Felice, Marcello Della Corte, Enrica Bisogno a Antonio Carrano.
Nella giornata di domani ci sarà l’autopsia: la magistratura, infatti, ha disposto la riesumazione della salma sepolta nel cimitero di Giffoni Valle Piana per consentire di effettuare l’esame irripetibile. Per eseguire l’esame autoptico il pm Ivana Nigro ha nominato un pool di esperti, composto da Nicola Maria Giorgio, Antonio Mirabella e Adelmo Gubitosi, mentre la famiglia si affiderà al medico Francesco Nobili di Firenze.

Il caso di Cristina Pagliarulo era stato denunciato dalla trasmissione “Fuori dal Coro” di Rete 4, assumendo un rilievo nazionale ed anche dal dott. Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc, e di oggi anche un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro della Salute, Orazio Schillaci, dalla senatrice del Movimento 5 Stelle, Anna Bilotti.

La famiglia della donna, assistita dall’avvocato Mattia Alfano del Foro di Firenze, chiede di conoscere la verità e di capire se la morte della 41enne poteva essere evitata. L’Azienda Ospedaliera Universitaria “Ruggi d’Aragona”, con una nota diffusa nei giorni scorsi dal direttore generale Vincenzo D’Amato, aveva fatto sapere di aver esaminato la vicenda anche attraverso una commissione interna che, sulla base degli accertamenti effettuati, non aveva riscontrato elementi di criticità nell’assistenza fornita alla paziente.