Sanità campana e commissariamento

Sanità campana e commissariamento

17 Giugno 2019 1 Di Al. Ma.

De Luca dixit : “C’è stata la riduzione del personale, è cresciuta la mobilità passiva, la Campania ha finanziato per dieci anni la sanità del Nord”.

 L’appuntamento per la verifica trimestrale ai tavoli romani previsto per il 25 luglio prossimo – così come stabilito nel programma operativo del Piano di rientro – si avvicina ed il presidente De Luca rompe gli indugi e, tanto per rasserenare l’ambiente, ricorre al metodo solito per cui “chi picchia per primo, picchia due volte”. Un po’ per mettere le mani avanti, un po’ perché è convinto di avere le carte in regola per venire fuori dalla tutela del Governo: “A luglio abbiamo una riunione di verifica con il Ministero dell’Economia e il Ministero della Salute. Ci auguriamo di mettere il timbro finale per l’eliminazione del commissariamento, come è doveroso da parte loro”. E ancora. “Non ci fanno un piacere – ha aggiunto il governatore- sono io che faccio un piacere al Governo nazionale. C’è stata la riduzione del personale, è cresciuta la mobilità passiva, la Campania ha finanziato per 10 anni la sanità del Nord. Grazie a Dio questa storia sta finendo, abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi per uscire dal commissariamento”.

Gli obiettivi che andavano raggiunti sono quelli contenuti nel Programma operativo 2016-2018 che si divide in tre filoni principali: il governo del sistemadove “vengono previste azioni in materia, tra l’altro, di procedimenti gestionali e certificabilità dei bilanci, accreditamento, rapporti con gli erogatori privati, programmi di investimenti tecnologici, gestione del contenzioso, piani di rientro aziendali, tempi dei pagamenti dei fornitori e approvazione degli atti aziendali;  la razionalizzazione dei fattori produttivi che prevede azioni in materia di razionalizzazione della spesa per beni e servizi, gestione e valutazione del personale (tra cui la definizione delle politiche di reclutamento del personale del servizio sanitario regionale per gli anni 2016-2018 e l’individuazione dei fabbisogni di personale ex legge 208/2015); i livelli essenziali di assistenza per il cui raggiungimento sono previste azioni in materia di sanità pubblica (tra cui specifiche azioni su prevenzione, Terra dei fuochi, rete oncologica, rischio clinico e sicurezza dei pazienti), sanità veterinaria e sicurezza alimentare, riorganizzazione della rete ospedaliera e delle reti tempo dipendenti ai sensi del DM 70 del 2015, riorganizzazione dell’assistenza primaria, assistenza socio-sanitaria territoriale, governo assistenza farmaceutica territoriale ed ospedaliera.

Va da sé che avendo la Campania conseguito il pareggio di bilancio da diverse annualità (cosa, peraltro, confermata dal Mef) sarà su quest’ultima voce, quella dei Lea, che si giocherà la partita. Avrà ragione il presidente campano quando sostiene di aver raggiunto la soglia minima prevista o il Ministero della salute che lo nega? Due ancora le incognite: la recente modifica dei criteri per il raggiungimento della griglia; una valutazione esclusivamente di tipo politico in vista delle prossime elezioni regionali. Nell’uno come nell’altro caso sono aperte le scommesse. Calcolo delle probabilità? Sono possibili tutti gli scenari. Nessuna certezza dunque, ma certamente ne vedremo delle belle.