Sicurezza alimentare

Sicurezza alimentare

15 Maggio 2019 0 Di Sandra Lonardo

Riceviamo e pubblichiamo

Intervento al Senato per proporre di estendere il già sperimentato modello campano, targato Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, della tracciabilità del latte.

“Si parla tanto di gestione di tracciabilità, ebbene, un esempio virtuoso di gestione di tracciabilità del latte e di loro derivati, è già presente in Italia ed è utilizzato e collaudato per la filiera bufalina. Ideata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Napoli. Emanata con il DM 9 settembre 2014, la piattaforma informatica tracciabilità della filiera bufalina ha caratterizzato la crescita commerciale del latte di bufala e della mozzarella di bufala campana dop, contribuendo all’aumento del prezzo alla stalla di circa il 40-50%. La collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole e Agroalimentari e Forestali ed il Ministero della Salute, ha permesso la realizzazione di un sistema virtuoso in grado di aiutare, tutelare e valorizzare l’intero comparto bufalino. L’evoluzione del sistema, nato dalla necessità di tutti gli attori della filiera, rappresenta un modello sperimentato e applicabile ad altre specie animali, quali gli ovini, i caprini e i bovini.

Per cui mi chiedo perché non utilizzare questa piattaforma anche per queste specie da chi realmente le ha già utilizzate? La creazione, l’applicazione e la gestione da parte di soggetti che hanno un’esperienza consolidata di un sistema già in essere e testato, e che ha portato a dei risultati eccellenti, potrebbe rappresentare un volano per la crescita del settore lattiero caseario italiano.

L’ottimizzazione del sistema risulta strettamente legato all’apporto economico al sistema e non alla volontarietà dello stesso, che è affrontato grazie all’impegno, attualmente, dell’istituto zooprofilattico di Portici e alle poche risorse messe a disposizione dalla Regione Campania.

Ho chiesto, con un emendamento al Ddl 1249 (rilancio settori agricoli in crisi), un sostegno di 700,000,00 euro, perché questo progetto possa proseguire, ebbene, pure questa richiesta è stata respinta. E mi chiedo, pertanto, perché non utilizzare la stessa piattaforma, e gli stessi operatori, che in questi anni hanno acquisito una competenza in tal senso.

Il loro Know how potrebbe favorire la crescita commerciale del latte di altre specie. Una risoluzione che sembrerebbe non all’italiana, ma siccome troppo ponderata, vediamo se il Governo del cambiamento vuole cambiare veramente”.