Trapiantati epatici ancora senza adeguata assistenza

Trapiantati epatici ancora senza adeguata assistenza

10 Settembre 2019 2 Di Alessandro Magliulo

Sulla vicenda dei pazienti afferenti l’Aorn di Caserta abbiamo intervistato il dottor Franco Martino, presidente dell’Associazione trapiantati di fegato.

 Allora presidente Martino, un’estate bollente per lei.  In un comunicato l’Aitf ha  scritto: “Il misfatto è  compiuto!” Ci pare che lei le cose non le manda a dire. Insomma è molto diretto.

Certo, non si può fare diversamente: quando una direzione generale non è in grado di provvedere a tempo debito alla sostituzione di un dirigente medico che va in pensione e che, contestualmente,  non rinnova il contratto all’altro ed unico medico rimasto nel reparto, causando come conseguenza che centinaia di trapiantati e trapiantandi si vengono a trovare, in un solo colpo, completamente privi di ambedue  gli specialisti preposti alla loro specifica assistenza, si presta soltanto a due tipi di considerazioni: inadempienze dovute a incapacità di gestione; non dare nessun peso al caos che deriva a pazienti fragili a causa delle mancate scelte.

Ora, premesso che ambedue i casi sono da censurare severamente; noi siamo convinti che si possa essere verificata la seconda ipotesi, e per questo abbiamo considerato la cosa come un vero e proprio “misfatto” consumato ai danni di pazienti sensibili. Oltretutto esasperati dal fatto che a seguito della grave carenza, in alcune circostanze, sono stati anche rispediti a casa dal personale infermieristico, il quale – nonostante il noto spirito di abnegazione al servizio che lo ha sempre contraddistinto in questi anni – suo malgrado, non poteva fornire loro l’assistenza programmata a causa della mancanza di medici specialisti in grado di prescrivere con adeguato dosaggio i dovuti piani terapeutici.

E ora, come stanno le cose, è regolarmente ripresa l’assistenza?

Assolutamente no! Rispetto ai due medici previsti, c’è in atto la saltuaria presenza di un solo medico della UOC gastroenterologia (peraltro già sott’organico) appositamente comandato dal primario a cui è stato affidato l’interim del servizio. Quest’ultimo, oltre a doversi occupare della consueta attività nel proprio reparto, viene inviato di volta, in volta, presso il SATTE per presenziare qualche ora e fornire una sommaria assistenza che, con tutta la buona volontà, non potendo essere continuata e specifica, non serve affatto a rasserenare gli animi dei pazienti.

 Ancora tanta precarietà, quindi?

Si!  Si tratta soltanto di un momentaneo “pannicello caldo” che oltre a non poter durare ancora a lungo, è ben lontano dagli standard di assistenza dedicata prevista dal protocollo del Follow up raccomandato dai centri trapianto. Un protocollo che, voglio ribadirlo ancora una volta, spetta di diritto ai trapiantati e ai trapiantandi.

 So che ha già incontrato il nuovo commissario straordinario; che impressione le ha fatto?

Si è vero. Abbiamo incontrato l’avvocato Mariano in occasione della riunione collegiale tenutasi con le associazioni che compongono il C.C.M., (Comitato Consultivo Misto) e, subito dopo, da soli, nel suo ufficio. Devo dire che mi ha fatto una buona impressione, anche se è troppo presto per esprimere un giudizio. Egli ha certamente compreso il grave errore commesso da suo predecessore ma, comprensibilmente, non può ammetterlo esplicitamente. Ora, per così dire, si sta ancora guardando attorno, com’è giusto che sia. Consideri che i suoi collaboratori diretti, i due sub commissari, sono gli stessi ex direttori, sanitario e amministrativo che componevano la precedente triade per cui conoscono la situazione. Il segnale importante è che ha subito provveduto ad adottare la prima delibera relativa all’indizione del concorso interno, per designare il dirigente medico della UOSD Fisiopatologia Epatica SATTE, che è certamente una buona risposta, anche se da sola non è assolutamente sufficiente per la soluzione del problema. Ora attendiamo con ansia la seconda delibera relativa al reintegro della dottoressa Valente attraverso il rinnovo del suo contratto, la cui presenza, senza nulla togliere agli altri bravi medici operanti nella gastroenterologia, diventa assai necessaria poiché è l’unico medico completamente formato per questa specifica assistenza. Un vero punto di riferimento sul campo per tutti i trapiantati e trapiantandi che afferiscono in ospedale.

Che tempi si prevedono per realizzare tutto questo?

Per lo svolgimento del concorso presumo che occorrano tempi tecnici un poco più lunghi. Almeno un’atra ventina di giorni, se si è intenzionati a procedere speditamente. Per il rinnovo del contratto alla dottoressa Valente, meno di una settimana, anche in considerazione che la dottoressa è al primo posto nella graduatoria aperta. Aspettiamo fiduciosi!

Auguri.

Grazie.