La celiachia “nascosta”

La celiachia “nascosta”

15 Luglio 2019 0 Di Al. Ma.

Non sempre il paziente celiaco presenta i sintomi tipici della malattia dovuti al cattivo assorbimento dei principi nutrizionali. La magrezza si presenta solo nel 25% dei casi.

La Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia, diffusa dal ministero della Salute, segnala oltre 200mila diagnosticati nel 2017, con una prevalenza femminile, 145.759 casi rispetto a quella maschile che si ferma a 60.802 celiaci accertati. Un trend in crescita, considerando i dati dal 2012 al 2017, che segnano una media di circa 10.000 nuovi celiaci all’anno. Si calcola inoltre che le diagnosi di celiachia riguardino solo il 30% dei casi effettivi, perché a volte la grave forma di intolleranza alimentare al glutine assume forme subdole, dai sintomi poco evidenti, per cui non è agevole l’identificazione della patologia.

L’incidenza della malattia colloca la Campania al terzo posto, dopo Lombardia e Lazio.  Più In dettaglio, al primo posto si colloca la Lombardia, dove si registrano 37.907 casi, quindi il Lazio con 19.325 diagnosi, ed infine la Campania che sfiora i 19mila pazienti, fermandosi a quota 18.720.

Una considerazione a carattere generale, la celiachia risulta concentrata nella fascia di età tra i 19 e i 40 anni (quasi il 34,79%), a seguire quella che va dai 41 ai 65 anni (31,53%). Ma torniamo ai casi in cui diventa più complicato giungere alla diagnosi. Secondo uno studio, pubblicato su Mayo Clinic Proceedings, gli adulti che soffrono di celiachia ma non hanno ricevuto una diagnosi spesso presentano carenze nutrizionali come unico segno della malattia. «Le persone hanno idee preconcette su come si presenti la patologia celiaca. Molti medici si aspettano di vedere pazienti magri a causa del malassorbimento e della diarrea.

Ma ci sono anche parecchi individui che non perdono peso, e addirittura alcuni in sovrappeso, ma che hanno comunque carenze di micronutrienti» spiega Joseph Murray, della Mayo Clinic di Rochester, Minnesota, autore senior dello studio. «In pratica, anche se non perdono calorie, non assorbono alcuni nutrienti vitali, per cui i medici devono andare alla ricerca di bassi livelli di ferro, vitamina D e zinco, in particolare» aggiunge. Nel loro studio, i ricercatori hanno studiato 309 adulti con nuova diagnosi di celiachia tra il 2000 e il 2014.

I pazienti sono stati confrontati in base all’età con i partecipanti al National Health and Nutrition Examination Survey (Nhanes), un database rappresentativo a livello nazionale e sono emerse grandi differenze nei livelli di nutrienti. Lo zinco è risultato carente nel 59,4% dei celiaci rispetto al 33,2% dei controlli, il rame è risultato basso nel 6,4% dei pazienti celiaci rispetto al 2,1% dei controlli, il folato basso nel 3,6% dei pazienti celiaci rispetto allo 0,3% dei controlli e la vitamina B12 bassa nel 5,3% dei pazienti celiaci rispetto all’1,8% dei controlli. Il ferro è risultato basso nel 30,8% dei pazienti celiaci, ma non c’erano controlli con cui effettuare un confronto per questo valore. In disaccordo con le tradizionali associazioni tra celiachia e magrezza, si è osservata una perdita di peso solo nel 25,2% dei pazienti con diagnosi della malattia.

Gli autori sperano che il loro studio servirà a ricordare ai medici di base che solo perché una persona è in sovrappeso non significa che non abbia la celiachia se presenta carenze nutrizionali.