La verità degli operatori del soccorso: a Capri non c’è eliporto

La verità degli operatori del soccorso: a Capri non c’è eliporto

11 Agosto 2019 0 Di Gaetano Milone

“La piazzola dell’isola azzurra – rivela il comandante Persicone direttore operativo di Elilombardia – da ben due anni è stata declassata a semplice struttura di atterraggio dall’Enac”.

Come al solito il diavolo fa le pentole ma dimentica i coperchi e, nello specifico della vicenda del mancato arrivo dell’elisoccorso a Capri (un guasto improvviso), di sera, venerdì scorso, per un trasporto d’emergenza di un paziente al Cardarelli, vengono fuori particolari significativi di inspiegabili e gravi “assenze” istituzionali. A parlare, con dovizia di particolari della “storia recente” in particolare sull’isola azzurra, di un servizio di primaria importanza quale il soccorso tramite elicottero, operativo 24 ore al giorno, tutti giorni dell’anno, è il comandante Mario Persicone, direttore operativo di Elilombardia la società che gestisce il servizio.

“L’ eliporto di Capri – esordisce il comandante Persicone, da ben due anni è stato declassato a semplice struttura di atterraggio dall’Enac ( Ente nazionale per l’aviazione civile) per inottemperanze alle prescrizioni necessarie alla sicurezza operativa vietando di fatto gli atterraggi notturni. Il comune di Anacapri, competente per territorio, in una riunione in Prefettura due anni fa, assicurò tutti i presenti che entro il mese di settembre di quell’anno avrebbe eseguito i lavori necessari per permettere l’operatività notturna dell’elisoccorso”. “Nulla è cambiato da allora  – ha aggiunto il responsabile di Elilombardia – e noi, compresi i piloti, malgrado i rischi, ci siamo assunti la responsabilità di intervenire in notturna per casi di primaria necessità per assicurare tranquillità sociale e sanitaria sull’intera isola soprattutto nei casi di estrema gravità”.

“Per quanto riguarda poi l’episodio di venerdì sera che ha “costretto” il pilota a ritornare alla base di partenza per non mettere a rischio la vita dei quattro occupanti del velivolo, ribadisco – ha concluso Persicone – che si è trattato di un guasto tecnico ampiamente relazionato alla centrale operativa”. Sulla vicenda poi dell’iniziale rifiuto di accompagnare il paziente arrivato al molo Beverello con l’idroambulanza da parte del rianimatore Hems in servizio sull’elisoccorso per ristabilire la verità di quanto accaduto riportiamo quanto dichiarato dal diretto interessato, il dott. Gabriele Perillo, una vita al servizio della sanità e volontario Hems.

“Ero sull’elicottero decollato da Napoli ed a metà strada il comandante ha deciso di ritornare al Cardarelli dove ha convocato un tecnico specialista per tentare di riparare il guasto. Sono rimasto a disposizione come rianimatore Hems. Una volta che l’avaria si è dimostrata difficile da risolvere immediatamente, mi sono deciso ad andare al molo Beverello dove ho atteso venti minuti l’arrivo dell’idroambulanza e non è assolutamente vero di avere ceduto alle richieste di accompagnamento del malato dopo telefonate dei carabinieri (non so se esiste un verbale e a quale reparto appartenesse il militare).

Per quanto riguarda il nostro operato di rianimatori Hems – conclude il dottor Perillo –  per non aggravare la situazione precaria che si è creata, nell’ambito dell’area critica, per mancanza di personale sanitario specializzato, i rianimatori Hems stanno contribuendo, con un surplus di lavoro alla buona sanità, assistendo i pazienti oltre che sull’elicottero anche in ambulanza rianimativa per accompagnarli verso gli ospedali a cui sono destinati”.