Meno di un cittadino su due aderisce agli screening

Meno di un cittadino su due aderisce agli screening

20 Maggio 2019 1 Di Gennaro Galano

Campagne mediatiche, inviti scritti e via telefono, dibattiti organizzati ad hoc. Un impegno forte della sanità pubblica per fare prevenzione ma i risultati sono scarsi.

 C’è poco da fare: prevenire è meglio che curare. Almeno per quanto riguarda il cancro, la patologia che più spaventa e che miete più vittime nonostante i progressi della medicina. Il miglior modo di affrontare un tumore resta la prevenzione: solo “giocando d’anticipo” si può combattere ad armi pari con questo male che colpisce sempre più persone nel mondo.

Eppure, nonostante le campagne di prevenzione avviate in tutta Italia, lo screening massiccio non decolla: anzi! Secondo il rapporto 2018 dell’Osservatorio Nazionale Screening, riferito ai dati del 2017, emergono risultati interessanti per progettare il futuro, ma nell’insieme modesti: nell’anno di riferimento, attraverso lettere, telefonate e campagne specifiche, sono state convocate agli screening più di 14 milioni di persone. Purtroppo si sono poi presentate ai controlli solo 6,3 milioni: cioè meno della metà. Queste cifre però vanno lette e scorporate regione per regione: per quanto riguarda la mammografia, l’esame su cui probabilmente si insiste di più, la percentuale di “copertura” (cioè di persone che effettivamente si presentano per effettuare un esame) passa dal 73% dell’Emilia Romagna al 20% della Campania, fino ad un misero 11% della Calabria.

Cifre che dovrebbero farci riflettere: perché si sottovaluta così tanto la prevenzione? Purtroppo molti non si fidano del Servizio Sanitario Nazionale, né dei professionisti che vi lavorano: ma in realtà a pesare in maniera determinante è anche un altro fattore. La lettera o la telefonata che invitano alla prevenzione non fanno leva sulla fiducia dei cittadini: manca in tutto questo ingranaggio la presenza del medico di famiglia, l’unico in grado di avvicinare il Servizio Sanitario Nazionale al paziente in difficoltà. Coinvolgendo in maniera più efficace e consapevole i medici di famiglia si potrà con successo puntare molto di più sullo screening e sulla diagnosi precoce: solo così il cancro farà meno paura.